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La Reggia di Carditello è uno dei luoghi che meglio rappresenta l’idea della cultura come arma di riscatto per un territorio e di come sia possibile (e necessario) lottare per il bene comune, anche quando tutto sembra andare in direzione ostinata e contraria.

 

La Fondazione Real Sito di Carditello, che ha la missione di recuperare e valorizzare questo splendido sito borbonico, dopo l’acquisto da parte del Mibact che lo ha sottratto a decenni di degrado e abbandono, ci ha selezionati per elaborare uno studio di fattibilità tecnico-economica che ne definisca le opportunità di sviluppo per i prossimi anni.

Si tratta di un complesso lavoro su spazi, funzioni, strategie e sostenibilità a lungo termine, con il quale siamo chiamati a dare forma e sostanza alle indicazioni della Fondazione, per restituire l’idea di quello che la reggia diventerà al termine dei lavori di restauro partiti da poche settimane.

 


Breve storia della Reggia di Carditello

Splendido sito borbonico settecentesco, luogo di svago destinato alla caccia e all’allevamento dei cavalli ma anche azienda agricola e produttiva, la Reale Tenuta di Carditello a San Tammaro (Ce) è stata progettata dall’architetto Collecini, allievo di Vanvitelli, e affrescata da Jacob Philipp Hackert e dalla sua scuola.

È la perfetta espressione delle idee illuministiche in voga in quei tempi, con spazi che ospitavano attività agricole e produttive (si narra che la mozzarella di bufala sarebbe stata inventata qui, tra l’altro) e soprattutto grandi scuderie per accogliere gli splendidi cavalli della razza Persano, con i quali i Borbone si dedicavano alla amata caccia nei boschi e nelle campagne circostanti.

Dopo l’Unità di Italia il sito fu abbandonato e il suo declino è proseguito nei decenni tra la folle indifferenza di tutti. Privato dei suoi beni, saccheggiato e vandalizzato a più riprese, nel 2011 ne è stata addirittura disposta la vendita all’asta.

La sua rinascita si deve al sacrificio di Tommaso Cestrone, ausiliario del custode giudiziario che in quegli anni ha attirato l’attenzione della politica e della sua comunità per il salvataggio e il recupero del complesso architettonico nel quale ha trovato la morte, colto da infarto, la notte della vigilia di Natale del 2013. Anche grazie alla sua capacità di smuovere coscienze per troppo tempo immobili, il MiBACT nel 2014 ha finalmente acquisito l’intero complesso, aprendo la sfida di restaurare e valorizzare un patrimonio irrimediabilmente danneggiato e preda di razzie che ne hanno distrutto decori, sculture e arredi.

 


Lo studio di fattibilità per la Reggia di Carditello

L’incarico ricevuto da Mediateur, insieme ai partner di Struttura-Pts, consiste nell’elaborazione del progetto di fattibilità delle alternative progettuali di sviluppo turistico-culturale e di valorizzazione anche paesaggistica del del Real Sito di Carditello e delle aree annesse.

Tra le attività richieste, lavoreremo su:

  • formulazione di un set di opzioni strategiche con un portafoglio bilanciato di attività profit e non profit, tali da assicurare il raggiungimento della mission della Fondazione nel rispetto del suo equilibrio economico-finanziario.
  • identificazione dei segmenti di domanda per ciascuna opzione strategica e per ciascun elemento del portafoglio di prodotti;
  • identificazione dei rischi connessi a ciascuna opzione strategica, sul piano tecnico, finanziario, gestionale, amministrativo-
    istituzionale;
  • piano dei costi e dei ricavi per ciascuna componente del portafoglio di attività;
  • verifica della possibilità di realizzazione mediante concessione rispetto all’appalto, ricorso al partenariato pubblico
    privato e ricorso a sponsorizzazioni e altre forme speciali di partenariato con enti ed organismi pubblici e con soggetti privati, nell’ambito del recupero, restauro, manutenzione programmata, gestione, apertura alla fruizione pubblica e valorizzazione;
  • analisi della fattibilità finanziaria (costi e ricavi) con riferimento alla fase di costruzione e alla fase di gestione per ciascuna attività;
  • analisi della fattibilità economica e sociale (analisi costi-benefici);
  • schema di sistema tariffario, nel caso di concessioni.

Un incarico che ci fa onore ma che soprattutto rende merito alla visione di angeli illuminati, ai sogni di una comunità, alla splendida e impegnativa missione che la Fondazione Real Sito di Carditello porta avanti da anni.

Quella di Carditello è una storia di riconquista tenace del patrimonio di tutti, della lotta ostinata al degrado e alla criminalità e infine della rinascita culturale e sociale, in una parte della provincia di Caserta spesso agli onori delle cronache per ben altri motivi.

Un esempio di redenzione sociale e culturale conosciuto ovunque, una sfida della quale siamo felici di entrare a far parte, contribuendo a tracciarne il futuro.


 

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