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La Direzione generale Musei del Mibact prosegue la politica di indirizzo avviata lo scorso anno con la seconda fase del programma MuSST Musei e sviluppo dei sistemi museali territoriali, per favorire la gestione integrata del patrimonio culturale e contribuire al processo di crescita del Sistema museale nazionale.

Non fatevi ingannare dall’acronimo un po’ ostico: la seconda edizione dell’esperienza avviata nel 2017 nasce in virtù dei risultati positivi raggiunti a livello nazionale durante la prima fase (tra questi certamente va incluso il progetto Reach-Out, del quale siamo stati attuatori) e con finalità di tutto rispetto.

Per la prima volta, infatti, possiamo parlare di una vera idea “di sistema” dietro l’iniziativa del ministero, e di un’apertura all’innovazione sia di metodo che di merito, con una visione dei nostri giacimenti culturali finalmente articolata e a lungo termine.

Tra le finalità del programma MuSST 2, intitolato “Patrimonio culturale e progetti di sviluppo locale”, c’è infatti il miglioramento della fruizione del patrimonio culturale all’insegna di una progettualità tra diversi livelli istituzionali e fondata sul partenariato pubblico-privato, che abbia nella gestione integrata, innovativa e sostenibile, il suo obiettivo finale. 

Il progetto si rivolge ai 17 Poli museali regionali, che si occupano di gestire e coordinare centinaia di musei, aree archeologiche e monumenti statali sul territorio nazionale, che sono invitati a partecipare a una progettazione strategica di valorizzazione territoriale, con l’obiettivo di:

  • favorire la messa a sistema degli strumenti e delle competenze dei diversi soggetti che operano sul territorio nel campo dei beni culturali, del turismo sostenibile, dello sviluppo locale, della promozione della conoscenza e del marketing territoriale;
  • avviare forme di partenariato tra istituzioni e imprese pubbliche e private del territorio per la costituzione di reti e/o modelli gestionali innovativi e sostenibili finalizzate allo sviluppo locale.

Tocca ai Poli museali svolgere approfondite analisi sul sistema culturale della propria regione, ricercando dati, incrociando fonti, dialogando con i contesti locali, con l’obiettivo di realizzare successivi progetti di sviluppo e valorizzazione a partire dalle analisi svolte.

Per farlo, da qualche giorno stiamo mappando, analizzando e incrociando diverse tipologie di dati (dalle ricerche Istat agli accordi di partenariato esistenti, dai database regionali alle informazioni provenienti dagli enti locali), e nello stesso tempo coordiniamo tavoli inter-istituzionali e stiliamo report da presentare nei tre incontri nazionali (Milano, Roma e Bari), che si occupano di tenere il passo del lavoro in corso e di presentare i dati delle ricerche che consentiranno di definire i principali asset territoriali. 

 

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