Francesco De Sanctis

MORRA IRPINA_1817
NAPOLI_1883

Nacque da una famiglia di piccoli proprietari terrieri ma già nel 1826 lasciò la provincia irpina per recarsi a Napoli, dove completò gli studi liceali e intraprese gli studi giuridici. Venne nominato professore al Collegio militare della Nunziatella (1841-1848) mentre contemporaneamente teneva corsi privati di grammatica e letteratura molto frequentati. Iscritto all’associazione “Unità d’Italia” diretta da Luigi Settembrini, partecipò ai moti insurrezionali del 1848, in seguito ai quali fu sospeso dall’insegnamento e preferì allontanarsi da Napoli verso Cosenza, dove lavorò come precettore.
Nel 1850 venne arrestato e recluso a Napoli nelle prigioni di Castel dell’Ovo fino a quando, dopo tre anni, fu espulso dal Regno e fatto imbarcare di forza per l’America. Riuscì a fermarsi a Malta e quindi a rifugiarsi a Torino, dove svolse un’intensa attività letteraria, diede lezioni private e contemporaneamente collaborò a vari giornali dell’epoca.
Fu lì che conobbe Giuseppe Mazzini, sottoscrivendo il manifesto del Partito d’Azione per caldeggiare l’unificazione.
Ebbe anche occasione di insegnare a Zurigo dal 1856 al 1860.
Nel 1861, all’indomani della proclamata unità d’Italia, De Sanctis fu eletto deputato al Parlamento nazionale, ricoprendo il ruolo di Ministro della Pubblica Istruzione nei gabinetti Cavour e Ricasoli.
Nel frattempo stava già lavorando a una “Storia della letteratura italiana” che, nata come testo scolastico, si sviluppò assai presto in un’opera di ampia e complessa portata. Dal 1872 insegnò letteratura comparata presso l’università di Napoli e quell’anno accademico iniziò con il discorso su “La scienza e la vita”. Nel 1878 accettò da Benedetto Cairoli un nuovo incarico ministeriale, che dovette abbandonare dopo tre anni per una grave malattia agli occhi, decise di trasferirsi a Napoli dedicando gli ultimi anni della sua vita allo studio, alla scrittura critica e alla dettatura alla nipote Agnese di ricordi autobiografici di ricordi autobiografici pubblicati postumi con il titolo “La giovinezza: frammento autobiografico”.
De Sanctis morì a Napoli nel 1883. In suo onore la città natale, Morra Irpina, è stata ribattezzata Morra De Sanctis.

il racconto

Francesco de Sanctis / 1

GIOVANE DEPUTATO

Torino, 18 febbraio 1861.
Siamo all’interno di Palazzo Carignano, dove sta per insediarsi il primo Parlamento d’Italia.
Il neo deputato Francesco Saverio De Sanctis parla seduto nel suo seggio e racconta le speranze per la riunificazione appena compiuta. Attorno a lui c’è euforia, la sala è piena, e nel clima di festa e tutti attendono il discorso del Re Vittorio Emanuele.

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(si consiglia l’uso di cuffie)

Colonna sonora

Oveurture da “Aroldo”
Giuseppe Verdi – 1857

 

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834696

Presentata quattro anni prima delle vicende qui narrate, Aroldo è un’opera di Giuseppe Verdi in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave. Si tratta del rifacimento di Stiffelio, opera del 1850 nata dalla collaborazione con lo stesso librettista. La prima rappresentazione ebbe luogo con successo presso il Teatro Vittorio Emanuele II (Rimini) il 16 agosto 1857.

Epoca: il 1200 circa. Scena: nei primi tre atti il castello di Egberto presso Kenth; nel quarto atto le sponde del lago Lomond in Scozia.

Stiffelio aveva provocato l’intervento della censura a causa della storia incentrata su un pastore protestante tradito dalla moglie. Inoltre l’ambientazione tedesca non incontrava i gusti del pubblico italiano

La revisione fu ritardata fino al marzo del 1857, a causa della preparazione della versione parigina del Trovatore e del lavoro di Verdi con Piave per il Simon Boccanegra. Quando il lavoro su Aroldo ebbe inizio, la prima rappresentazione venne pianificata per il successivo mese di agosto. L’ispirazione per l’ambientazione inGran Bretagna nel Medioevo e per i nomi dei personaggi, il principale dei quali, Aroldo, divenne un crociato appena tornato dalla Terra Santa, fu trovata in Harold: Last of the Saxon Kings, un romanzo di Edward Bulwer-Lytton; ma sono presenti anche suggestioni, variamente mescolate, da lavori di Walter Scott, in particolareThe Betrothed del 1825 e La donna del lago (The Lady of the Lake) del 1810.[3]

Quando Aroldo fu pronto per essere rappresentato, Ricordi avrebbe voluto Bologna come luogo della prima, ma Verdi era invece orientato per Rimini, che alla fine fu la prescelta.[3] Più tardi l’opera fu rappresentata anche a Bologna, e successivamente a Torino e Napoli

Francesco De Sanctis / 2

MEMORIE DI UN MINISTRO

Napoli, anno 1880 ca.
De Sanctis è per la terza volta Ministro per l’Istruzione ma continua a studiare e scrivere saggi, nonostante l’età avanzata e la malattia agli occhi.
La scena si apre con le ultime parole di un discorso sull’Università da pronunciare al Parlamento – del quale è possibile notare l’incredibile attualità –  e si chiude con la dettatura alla nipote Agnese dei “Ricordi di giovinezza”, una delle sue ultime opere pubblicata postuma.

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(si consiglia l’uso di cuffie)

Colonna sonora

Oveurture da “Aroldo”
Giuseppe Verdi – 1857

 

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834696

Presentata quattro anni prima delle vicende qui narrate, Aroldo è un’opera di Giuseppe Verdi in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave. Si tratta del rifacimento di Stiffelio, opera del 1850 nata dalla collaborazione con lo stesso librettista. La prima rappresentazione ebbe luogo con successo presso il Teatro Vittorio Emanuele II (Rimini) il 16 agosto 1857.

Epoca: il 1200 circa. Scena: nei primi tre atti il castello di Egberto presso Kenth; nel quarto atto le sponde del lago Lomond in Scozia.

Stiffelio aveva provocato l’intervento della censura a causa della storia incentrata su un pastore protestante tradito dalla moglie. Inoltre l’ambientazione tedesca non incontrava i gusti del pubblico italiano

La revisione fu ritardata fino al marzo del 1857, a causa della preparazione della versione parigina del Trovatore e del lavoro di Verdi con Piave per il Simon Boccanegra. Quando il lavoro su Aroldo ebbe inizio, la prima rappresentazione venne pianificata per il successivo mese di agosto. L’ispirazione per l’ambientazione inGran Bretagna nel Medioevo e per i nomi dei personaggi, il principale dei quali, Aroldo, divenne un crociato appena tornato dalla Terra Santa, fu trovata in Harold: Last of the Saxon Kings, un romanzo di Edward Bulwer-Lytton; ma sono presenti anche suggestioni, variamente mescolate, da lavori di Walter Scott, in particolareThe Betrothed del 1825 e La donna del lago (The Lady of the Lake) del 1810.[3]

Quando Aroldo fu pronto per essere rappresentato, Ricordi avrebbe voluto Bologna come luogo della prima, ma Verdi era invece orientato per Rimini, che alla fine fu la prescelta.[3] Più tardi l’opera fu rappresentata anche a Bologna, e successivamente a Torino e Napoli

Con la voce di

Paolo Capozzo

La personalità poliedrica e la molteplicità delle esperienze fanno di Paolo Capozzo una figura professionale con competenze didattiche, teatrali e tecnologiche. La sua biografia, infatti, supportata da una Laurea in Scienze dell’Informazione, è composta di esperienze molto diverse tra di loro, che hanno contribuito a definirne la versatilità. Capozzo lavora come attore (a teatro, al cinema, in radio) ed è autore teatrale, formatore e docente (circa 10mila ore tra aula e laboratori teatrali), nonché coordinatore di progetti tecnologici e artistici. Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, tra i quali, nel 2008 il Premio Miglior Testo Teatrale per “1980, cronaca tragicomica di un anno” al Concorso Nazionale di Letteratura e Teatro “Nicola Martucci” di Città di Valenzano (BA); nel 2009 e 2010 il Premio Miglior Attore al Festival Nazionale “Teatro XS” di Salerno; e ancora il Premio Miglior Testo Teatrale per “L’ultimo fiore” al Concorso Nazionale di Letteratura e Teatro “Osservatorio” di Bari; nel 2010 il Premio Unicoop Tirreno per testi di monologhi di nuovo con “1980, cronaca tragicomica di un anno” al Festival Nazionale di Teatro “Premio Stella d’Oro” di Allerona (TR); e infine nel 2013 il Premio Migliore Spettacolo al Festival “Città di Vico Equense” per “Storie di Terra di Suoni e di Rumori”, che lo vede coinvolto come attore oltre che come autore.

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