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Cultura ad alta leggibilità: eccellente per i dislessici, ottima per tutti.


 

Per il secondo anno consecutivo siamo al lavoro su un nuovo progetto espositivo incentrato su soluzioni “Dyslexia free”: uno spazio espositivo all’interno di un museo che si rinnova, mettendo al centro princìpi di “accessibilità visiva”.

Nella nostra filosofia, uno spazio “Dyslexia free” è un luogo di cultura – museo, mediateca, galleria espositiva –  accessibile anche a chi ha specifiche difficoltà di lettura come i dislessici, ma che in generale rende più agevole a tutti la comprensione e la lettura del patrimonio. 

Il progetto, che vedrà la luce per la fine di ottobre 2019,  si basa sul design dei contenuti e dei supporti e su precise regole grafiche e redazionali, che sappiano rendere accessibili la visita a tutti e in particolare a chi, pur non avendo deficit cognitivi, incontra maggiori difficoltà a causa di alcuni disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).

Proprio pensando alle esigenze di questi utenti, la filosofia che ispira la nostra progettazione si basa sull’idea di un museo ad “alta leggibilità”, che agisce essenzialmente su due livelli dell’esposizione:

    1. la comprensibilità del testo
    2. l’abbattimento delle barriere visive e tipografiche

Nel primo caso si tratta di raggiungere un equilibrio tra chiarezza e proprietà,  tra semplicità e necessario arricchimento lessicale. Non si tratta di banalizzare i contenuti ma di  considerare le ambiguità presenti in un testo, che, se sono un ostacolo facilmente superabile per un lettore sicuro ma fonte di ulteriore difficoltà per il lettore insicuro, destabilizzando la già scarsa fiducia nella sua capacità di comprendere un testo scritto.

Abbattere le barriere tipografiche, che sono un ostacolo concreto all’accesso al contenuto, vuol dire invece adottare tutti quei criteri codificati da tempo che rendono più ‘amichevole’ un testo per chi l’affronta, grazie a caratteristiche grafiche e di impaginazione che favoriscono la leggibilità e che lo rendono accessibili anche a persone con DSA, quali ad esempio:

  • l’uso di uno specifico carattere di stampa che garantisca la massima chiarezza e aiuti a confondere il meno possibile le lettere.
  • testo non giustificato, con lunghezza irregolare delle righe per facilitare il passaggio da una riga all’altra e per evitare la divisione in sillabe;
  • paragrafi spaziati che offrono a chi legge dei traguardi di lettura facilmente raggiungibili;

L’abbattimento delle barriere visive e la capacità di rendere le informazioni leggibili e comprensibili può diventare un obiettivo per tutti i luoghi di cultura aperti al pubblico, in primis i musei, che dell’accessibilità possono e devono farsi bandiera.

Dyslexia è un progetto ideato e curato da Luciano de Venezia per Mediateur

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