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“Tutti sono stranieri, prima di conoscersi”.

Jorge Bergoglio

 

Se c’è una cosa che abbiamo imparato in tutti questi anni è che la cultura “avvicina i popoli” e anzi, molto spesso, rappresenta l’unico mezzo per farlo. Una convinzione che si rafforza dopo le nostre ultime esperienze di mediazione culturale, mentre tutto attorno la parola “straniero” evoca significati che vanno in ben altra direzione…

 


Incontri tra mondi diversi? Fateci dire la nostra.

Il tema è bollente, il contesto è quello che conosciamo tutti, vivendolo in prima persona o attraverso il filtro, non sempre obiettivo, dei media. Ma se c’è una cosa di cui siamo convinti è che la cultura aiuta a vederci più chiaro e rappresenta per tutti un incredibile strumento di dialogo, da non sottovalutare. Soprattutto in questi tempi complessi e pieni di incertezze (o di pericolose certezze, per alcuni) dove non esistono soluzioni a portata di mano e guardare oltre la cronaca quotidiana è il minimo che si possa fare.

 

Mediazione culturale_1

 

La conoscenza reciproca è l’unica strada possibile.

Anche quest’anno con i progetti di mediazione culturale da noi realizzati (Welcome In, Cultura dell’integrazione, Museum Context) abbiamo avuto l’onore di interagire con comunità di stranieri da ogni parte del mondo, rafforzando l’idea che la capacità della nostra società di accogliere “altre storie” e “altre persone” attraverso lo scambio culturale è una delle poche strade possibili se si vuole promuovere l’integrazione attiva dei nuovi cittadini, basata sul coinvolgimento e la partecipazione all’identità del luogo che li ospita, temporaneamente o meno non importa.
Perché chi entra in un museo, visita un luogo storico o viene messo a confronto con un’opera d’arte impara ad aprirsi, a superare i propri limiti e paure, se ci si impegna a catturare la sua attenzione e a spingerlo a ragionare su ciò che lo circonda.

 

Mediazione culturale_2

 

 

L’Italia? Una cultura ricca di contaminazioni.

È fuori discussione che la storia, l’arte e la bellezza sappiano favorire il dialogo e l’approfondimento tra mondi diversi, proporre elementi di contatto tra chi si trova in Italia per necessità e chi per nascita, invogliando tutti a mettersi a confronto con la complessità dell’altro, per dare un nuovo senso alla parola “straniero” e in fondo scoprirsi reciprocamente meno estranei.
Del resto qualsiasi momento della nostra storia, recente o antica che sia, ha conosciuto spostamenti, incontri, contaminazioni. Ne sono testimonianza ogni luogo visitato, ogni reperto, opera o quadro mostrato in tutti questi anni ai nostri ospiti, nessuno dei quali è mai rimasto indifferente, tutti, incuriositi e colpiti, hanno sempre trovato numerosi elementi di trasversalità, non c’è dubbio.

 

 

Mediazione culturale e audience development - mediateur

 

 

Ius culturae. Un’occasione da non perdere

Quindi non ci giriamo attorno: lo ius culturae è un termine che ci piace, lo riteniamo un’occasione imperdibile, prima ancora che un diritto inalienabile, perché quotidianamente scopriamo che la cultura è innanzitutto “rispetto” e “inclusione” ed è sempre bene ricordarlo.

Continueremo a promuovere e a portare avanti questa parte del nostro lavoro quasi sempre lontana dai riflettori ma ricca di soddisfazioni, perché oggi assumono un significato ancora più speciale.
È il nostro piccolo contributo in questi tempi incerti.

 

 


Se volete saperne di più sui nostri progetti di mediazione culturale scriveteci, saremo felici di parlarne

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