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Al Museo del Sannio è cominciata una ri(e)voluzione.

 

Il principale istituto culturale della provincia di Benevento, e uno dei più importanti in Campania, è un luogo speciale e dalla bellezza unica ma che ha ancora grandi potenzialità da sviluppare, soprattutto se vuole avvicinarsi agli attuali standard dei musei in Italia e all’estero.

Perché se è vero che il valore di un museo si misura innanzitutto dalle sue collezioni, oggi più che mai conta anche la capacità di offrire un’ampia serie di servizi ai visitatori, di promuovere un’attività culturale quotidiana, di attirare pubblici diversi e di sviluppare una serie di azioni mirate alla crescita culturale e alla promozione sociale del territorio.

 

Sono queste le principali sfide per un museo che voglia definirsi “moderno” e a partire da queste motivazioni Mediateur, nuova concessionaria dei servizi per conto della Provincia di Benevento, da settembre sta lavorando a una nuova stagione per il museo sannita, con tutta l’intenzione di rilanciarlo come merita.


Un progetto che chiamiamo Ri(E)voluzione non a caso, perché basato su alcune idee di fondo che sono un segnale per invertire la rotta e ribadire il valore di un’offerta culturale di qualità, capace di guardare ai migliori standard museali e alle positive ricadute all’interno e all’esterno del territorio sannita.

 

 

  • Quello che immaginiamo è un museo inserito in un contesto più ampio e stimolante, con maggiori strumenti a disposizione, servizi più efficienti, maggiore visibilità ed una programmazione culturale più efficace.

     

  • Un museo “aperto”, con la capacità di relazionarsi con i suoi interlocutori, che possono non solo visitarlo ma anche viverlo.

     

  • E soprattutto un museo “per tutti”, adatto alle categorie dei diversi pubblici, ove chiunque ritrovi subito e agevolmente la propria dimensione e riscopra il piacere della conoscenza.

 

Non mancano le difficoltà, certo. Il tempo a disposizione non è mai abbastanza, il Museo del Sannio sconta le sofferenze finanziarie di molti degli enti locali italiani, la mancanza di competenze aggiornate e di una programmazione a lungo termine che consenta di andare oltre la gestione quotidiana.

 

Ma a noi piacciono i compiti difficili, per questo abbiamo in programma una serie di azioni che puntano a:

  • riformare e ampliare i servizi al visitatore
  • rinnovare e rilanciare la sua proposta culturale
  • riallacciare il rapporto con la comunità locale
  • organizzare un’offerta educativa che renda merito alle sue splendide collezioni
  • recuperare il dialogo con le generazioni più giovani
  • intercettare  bisogni ed esigenze di diversi tipi di pubblici
  • fidelizzare la comunità locale
  • migliorare l’immagine del museo e soprattutto la sua reputazione
  • sviluppare un modello “sostenibile” e replicabile 

Insomma un museo che sia presente quotidianamente, vicino al territorio e ai visitatori con il potenziale di arricchimento che la sua storia, le sue collezioni, le sue opere d’arte, e il modo in cui esse vengono trasmesse, rappresentano per le generazioni future: un investimento culturale (e non commerciale) per la crescita della comunità e per la formazione dei cittadini del domani.

I Sanniti sono stati un popolo ambizioso e tenace. Non vogliamo essere da meno.

 


Se volete saperne di più sul nostro lavoro al Museo del Sannio scriveteci, saremo felici di parlarne

 

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