Irene Russo

Irene Russo

Avellino, 1985

www.irene-1985.wix.com/irene
irene_1985@hotmail.it

Irene Russo si laurea all’ Accademia di Belle Arti di Napoli in in Pittura con la professoressa Loredana D’Argenio. La sua pittura risente degli influssi nord-europei dovuti agli studi in Polonia all’Uniwersytet Artystyczny w Poznaniu con il prof. Kowalski. Nelle sue opere utilizza un linguaggio forte e delicato al contempo, mettendo lo spettatore di fronte ad aspetti diversi del viaggio, sia fisico che metaforico. Trasfigura la poetica del viaggio, iniziata nel 2010, in una metafora intimistica della vita, esplorandone gli aspetti che vanno dalla nascita alla morte senza tralasciare la violenza. L’opera d’Irene risulta fortemente influenzata dal arte nord europea che riporta e cita nelle sue opere dai toni scuri che si fondono con le tonalità calde e terrose del suo meridione, sintetizzando immagini e forti tematiche secondo linguaggi semplici ed universali.
Le opere qui esposte propongono temi differenti e molto forti, resi attraverso l’uso in chiave di oggetti provenienti dal quotidiano, che decontestualizzati assumono una componente simbolica e straniante. I colori stesi con stratificazioni di pigmento puro e resine rimandano alla gestualità dell’artista e alla sua costante presenza nell’opera, una presenza assenza che dà modo allo spettatore di “specchiarsi” nell’opera per poter riflettersi e ritrovarsi. Tra le opere in mostra di particolare interesse risulta il ciclo dedicato alla donna, soprattutto per i temi delicati trattati in opere come “Infibula” in cui l’artista taglia e ricuce letteralmente la candida tela bianca simbolo di purezza, rimandando senza mezzi termini alla mutilazione genitale femminile, “Profanazione” che rimanda all’iconografia sacra per cromie e forme ma che parla della violenza carnale e “Null’altro” in cui la donna diventa immagine sbiadita e maltrattata, in cui la sacralità della ”madonna” viene violata . L’ artista ha voluto trattare anche il tema della morte volta alla canalizzazione del lutto e protesa alla riflessione intimistica come in “In sua memoria, figlio del suo destino” opera fortemente intima in cui l’artista ha interiorizzato il suo lutto, in cui riflette sul senso e le finalità della vita, in cui pone l’arte come icona di eternità. “Under the bridge (Warta)” durante la cui realizzazione l’accento si è spostato sulla depressione ed il suicidio giovanile, purtroppo fortemente attuale nella nostra provincia. “Iron butterfly” in cui la riflessione tocca il tema della guerra e delle giovani vite che sono cadute in nome di una croce di ferro.

 

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