Una (nuova)
idea di museo
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Dal laboratorio della Factory la proposta per un nuovo museo di arte contemporanea in Irpinia. Nato dal basso, sperimentale e condiviso.

 

Per 12 mesi Museum Factory sarà un incubatore di attività culturali e un esperimento di partecipazione, condivisione di obiettivi, creazione di community, sensibilizzazione e divulgazione. Un’esperienza utile a creare nuovo pubblico e indagarne i bisogni, a generare dialogo con la comunità artistica, ad aggregare competenze, promuovere la ricerca, aumentare la conoscenza, insomma produrre “valore” nel nome dell’arte contemporanea.

Da questa esperienza ipotizziamo possa scaturire un progetto più ampio, esteso nel tempo e il più possibile partecipato e condiviso sul territorio, giungendo alla realizzazione di un museo vero e proprio, che della Factory costituisca la naturale evoluzione.

L’idea stessa di Museum Factory, insomma, nasce perché possa trasformarsi in una proposta concreta per il futuro.

Le motivazioni

L’idea di un museo contemporaneo

È superfluo sottolineare il peso che l’arte, e la cultura in generale, possono avere nel definire la qualità della vita di una comunità. La loro ricaduta positiva in molteplici campi è testimoniata da risultati concreti e ampiamente condivisi da decenni, per questo parlare di miglioramento civile, innovazione sociale e sviluppo economico attraverso la cultura non è più un tabù, anche (soprattutto?) in territori apparentemente poveri di occasioni culturali ma certamente ricchi di potenzialità personali e collettive.

In questo scenario l’arte contemporanea, in tutte le numerose forme espressive che la rappresentano, può avere una marcia in più nell’incentivare dinamismo, confronto, partecipazione, riflessione, in una parola “crescita”. Pensare a un museo d’arte anche in Irpinia ovvero a un luogo che raccolga, promuova e diventi espressione delle istanze contemporanee di un territorio, ci sembra per questo un’aspirazione più che giustificata. Da qui la proposta di realizzare un museo che si faccia carico di sviluppare e custodire una collezione permanente e nello stesso tempo proponga occasioni quotidiane di valorizzazione dei linguaggi, delle esperienze e della creatività del nostro tempo.

Quale modello?

Un’idea contemporanea di museo

Il modello di museo al quale ispirarsi è quello di un luogo tutt’altro che statico (concezione ampiamente superata da almeno trent’anni a questa parte) ma che sappia essere protagonista attivo ovvero aperto a esperienze, discussioni, confronti, crescita e formazione. Uno spazio “contemporaneo” anche nei fatti, con una visione strategica, professionale e di qualità della propria proposta culturale, che lo renda luogo di interazione e partecipazione quotidiana, in coerenza con la vocazione sociale che deve contraddistinguere ogni istituzione culturale moderna. Un museo che programmi la sua continuità, sappia guardare a modelli “alti”, produca pratiche innovative, valorizzi la comunità artistica locale (anche attraverso un coinvolgimento diretto nella gestione e programmazione delle attività), che faccia scouting, che crei occupazione, che si preoccupi di attivare ricadute concrete sul territorio.

Come realizzarlo?

 

Un percorso sperimentale per realizzarlo

Il termine Participation building rimanda all’idea di partecipazione attiva nella realizzazione di progetti pubblici complessi. E nel riprendere teorie già sperimentate qualche decennio fa anche in Italia, le integra con quello che la moderna sharing economy e le nuove pratiche partecipative sviluppatesi negli ultimi anni impongono sempre più come modello al quale ispirarsi.

Nel percorso di realizzazione di un nuovo museo di arte contemporanea in Irpinia, ipotizziamo una formula che provi a ribaltare la prassi consolidata dietro alla nascita di qualsiasi museo: creazione dall’alto – grandi investimenti iniziali – cabina di regia ristretta.

Pensiamo, al contrario, a un modello di creazione dal basso, a una gestione aperta e partecipata, a un percorso pubblico a tappe, inquadrate in un piano necessariamente strategico e sostenibile.

Processi condivisi e co-produzione di valore sono gli elementi chiave di un modello già sperimentato, sebbene in altri contesti, in realtà più mature o per altre tipologie di strutture, e che si può ipotizzare di applicare anche in Irpinia.

È un esperimento, sia chiaro, dagli esiti incerti e non necessariamente prevedibili – vedi la road map più in basso – ma forse non è neanche il risultato finale quello che può interessare, piuttosto il percorso da intraprendere, il coinvolgimento del territorio che ne può scaturire e la buona dose di competenze da aggregare e valorizzare perché si possa raggiungere o meno l’obiettivo finale.



Tempi e modi

Nel corso delle attività di Museum Factory si discute di arte, pubblico e collezioni, si analizzano bisogni ed esigenze del territorio e si verifica la sua capacità di ascolto e di reazione rispetto ai temi trattati. Al termine dei 12 mesi previsti, il percorso proseguirà verso l’obiettivo prefissato ovvero la creazione del museo vero e proprio, ampliando i propri orizzonti e cominciando ad affrontare aspetti più complessi come quelli della sede, della nascita della collezione, delle risorse finanziarie, dei modelli di gestione e così via.

 

Un percorso a tappe (con verifiche)

Quella che vedete qui sotto è una ipotesi di road map che prevede all’incirca 24-36 mesi di ulteriori tappe da superare. Al termine di ognuna di esse l’intero processo verrà sottoposto a un test di autovalutazione che potrà indicarci se e come proseguire verso la tappa successiva o, purtroppo, constatare di non averne raggiunto le condizioni necessarie. Ce la faremo?

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