Artelling #4

venerdì
27 marzo 2015
ore 18.00
Sala accoglienza
Carcere Borbonico

 

AnimArte

Associazione culturale con sede ad Avellino, è un laboratorio d’arte ma anche un luogo di aggregazione e di incontro fra creativi e appassionati d’arte. Animarte vuol essere un ritrovo aperto a tutti, per confrontarsi e trasmettere le proprie competenze, idee e interessi contribuendo a costruire e alimentare la giusta atmosfera di contaminazione
creativa e di energia vitale, favorire il dialogo e la condivisione della propria esperienza di vita e di lavoro generando e riscoprendo il piacere di stare insieme. Animarte è aperta al pubblico anche come sede per percorsi espositivi e mostre.

Paolo Battista – Pastiche

Pastiche è una rivista nata nel 2011 da un’idea di Paolo Battista e dalla collaborazione di Chiara Fornesi, Daniele Casolino, Luigi Annibaldi e Ilaria Palomba. È un mensile indipendente, autoprodotto e gratuito. Un contenitore culturale che ospita “artigiani della parola, poeti guerriglieri, street artist postmoderni, fotoreporter metropolitani, elettrodemoni del design, tossici della matita e quant’altro si nasconde sotto le materie della civiltà”, dando loro la
possibilità di manifestare, esporre, realizzare artisticamente quello in cui credono, quello in cui sperano, la loro particolareggiata visione della realtà. Esce ogni mese in versione cartacea e digitale.

Gaia Guarino

Giovane e talentuosa illustratrice avellinese, lavora prevalentemente per l’editoria, in particolare qualla francese, realizzando opere raffinate e a tratti oniriche, con una forte carica espressiva ma senza perdere la misura dell’eleganza.

Pietro Montone – Cantina Montone

Un progetto/processo dinamico, aperto all’imprevedibile e in costante interazione con l’urgenza delle espressioni artistiche contemporanee. Un contesto per lo scambio di esperienze culturali attraverso un programma di mostre, letture, conversazioni ed eventi. Ideato e diretto da Pietro Montone, ha sede a Montoro in una delle cantine di famiglia: uno spazio “ruvido” che conserva ancora l’impianto originario nonostante piccoli rifacimenti post terremoto.
Un luogo crudo, non educato, in cui il visitatore viene a trovarsi in un’atmosfera ben diversa da quella rarefatta ed elegante del tipico museo, della galleria o dello spazio deputato agli eventi.

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